ottobre 2026
Google Sheets o Airtable: quale scegliere per un'agenzia immobiliare
Google Sheets o Airtable: quale scegliere per un’agenzia immobiliare

Google Sheets è un foglio di calcolo: va benissimo per calcoli rapidi, listini e tabelle semplici. Airtable è un database relazionale con un’interfaccia da foglio di calcolo: lì immobili, proprietari, acquirenti e visite diventano tabelle collegate tra loro. Se in agenzia lavorate in due e gestite una trentina di incarichi, probabilmente Sheets vi basta. Se avete più agenti, centinaia di contatti e trattative in più fasi, Airtable regge meglio la complessità, ma costa di più ed è più difficile da lasciare. Qui sotto trovate le differenze che contano nel lavoro quotidiano di un’agenzia, i limiti e i prezzi aggiornati al 2026 e un metodo pratico per decidere.
TL;DR
- Sheets gestisce celle e formule; Airtable gestisce record collegati tra loro. Per un archivio immobili con proprietari, acquirenti e visite collegati, il modello relazionale fa la differenza.
- Limiti 2026: un file Sheets arriva a 20 milioni di celle; Airtable gratuito si ferma a 1.000 record per base, il piano Team a 50.000.
- Costi: Sheets è incluso in Google Workspace; Airtable si paga per ogni utente che modifica i dati, e con una squadra di agenti la spesa sale in fretta.
- Privacy: in Sheets condividete un file, in Airtable un sistema con permessi più fini. Con i dati dei clienti la differenza è concreta.
- Nessuno dei due nasce per il lavoro dell’agente sul campo: il sopralluogo, le foto e la scrittura dell’annuncio restano fuori da entrambi.
Indice
- Foglio di calcolo e database: la differenza che cambia tutto
- Il confronto in sintesi
- Limiti e prezzi aggiornati al 2026
- Collaborazione e permessi: chi vede cosa
- Un archivio immobili costruito nei due strumenti
- Esportare e migrare: cosa si porta via e cosa no
- E se l’agenzia lavora già con Microsoft 365?
- Come scegliere: i criteri che contano
- Il nostro punto di vista
- Provare Wolk in agenzia
- Domande frequenti
- Fonti
Foglio di calcolo e database: la differenza che cambia tutto
Il confronto parte da qui. Come riassume l’analisi comparativa di Zapier, i due strumenti fanno molte cose simili, ma uno è un’app di database e l’altro un foglio di calcolo. Sembra una sfumatura tecnica. Nel lavoro di un’agenzia non lo è.
In Google Sheets ogni informazione vive in una cella. Se il signor Rossi è proprietario di due appartamenti e ha anche chiesto una valutazione per un terzo, il suo nome e il suo numero compaiono in tre righe diverse. Quando cambia numero di telefono, dovete correggerlo tre volte, e prima o poi una correzione salta.
In Airtable il signor Rossi è un record nella tabella Contatti, collegato a tre record nella tabella Immobili. Lo correggete una volta e la modifica vale ovunque. Ogni campo ha un tipo preciso: data, telefono, menu a scelta, allegato, collegamento a un’altra tabella. Per questo un errore di battitura in un campo “Stato trattativa” non diventa una nuova categoria inventata.
Il rovescio della medaglia: Sheets è libero. Potete scrivere una formula in qualsiasi cella, costruire un piano di ammortamento del mutuo in dieci minuti, incollare un estratto dal gestionale e fare una tabella pivot. Airtable vi chiede di progettare la struttura prima di usarla, e questo all’inizio rallenta.
Il confronto in sintesi
| Criterio | Google Sheets | Airtable |
|---|---|---|
| Natura | Foglio di calcolo | Database relazionale con interfaccia a griglia |
| Punto di forza | Calcoli, formule, analisi rapide | Dati collegati, viste, flussi di lavoro |
| Capacità | Fino a 20 milioni di celle per file | Da 1.000 record per base (gratuito) a 125.000 (Business) |
| Collaborazione | Fino a 100 persone contemporaneamente sullo stesso file | Collaborazione sul database, con permessi per ruolo |
| Tipi di campo | Liberi, qualsiasi cella accetta qualsiasi cosa | Rigidi: data, telefono, allegato, collegamento |
| Viste | Filtri e fogli separati | Griglia, kanban, calendario, galleria, moduli |
| Costo | Incluso in Google Workspace | Per ogni utente che modifica i dati |
| Curva di apprendimento | Bassa per chi conosce Excel | Media: serve progettare le tabelle |
| Uscita dallo strumento | File standard, facile da esportare | Dati esportabili in CSV, interfacce e automazioni da ricostruire |
Limiti e prezzi aggiornati al 2026
Quanti dati reggono
A settembre 2026 Google ha raddoppiato il limite di celle in Google Sheets, da 10 a 20 milioni. Per un’agenzia è un tetto che non toccherete mai con un archivio immobili: anche con 5.000 immobili e 60 colonne siete a 300.000 celle. Il problema di Sheets non è la capacità, è l’ordine.
Airtable ragiona in record per base. Secondo questa analisi dei piani Airtable 2026, il piano Team arriva a 50.000 record per base e il Business a 125.000. Il piano gratuito si ferma a 1.000 record. Il calcolo va fatto bene, perché in un CRM ogni visita, ogni telefonata registrata e ogni richiesta d’acquisto è un record. Un’agenzia con 400 immobili, 3.000 contatti e 6.000 attività annotate supera i 1.000 record in poche settimane e si avvicina ai 50.000 in qualche anno di storico.
Quanto costano
Google Sheets è gratuito con un account personale e incluso in Google Workspace per l’uso aziendale. In Italia il piano Business Starter costa 8,10 € per utente al mese con fatturazione mensile flessibile, e comprende anche posta con il dominio dell’agenzia, Drive e Meet. Molte agenzie lo pagano già per la posta: in quel caso Sheets non costa nulla in più.
Airtable si paga per ogni utente con permesso di modifica. Secondo la stessa analisi, il piano Team costa 20 dollari per utente al mese con fatturazione annuale, 24 con quella mensile; il Business va da 45 a 54 dollari. Facciamo un conto per un’agenzia di Roma con sei agenti e una segretaria: sette posti sul piano Team con fatturazione annuale fanno 140 dollari al mese, circa 1.680 dollari l’anno, solo per il database. Chi consulta i dati in sola lettura non paga, ma un agente che deve aggiornare lo stato delle proprie trattative ha bisogno del permesso di modifica.

Collaborazione e permessi: chi vede cosa
Sheets permette a fino a 100 persone con permesso di visualizzazione, commento o modifica di lavorare sullo stesso file insieme. La latenza è minima e l’esperienza è quella che tutti conoscono. Il limite è un altro: in Sheets si condivide il file. Chi ha accesso in modifica vede e può cambiare tutto, a meno di proteggere singoli intervalli, una soluzione che diventa fragile appena il foglio cresce.
Airtable condivide il sistema. Potete dare a un collaboratore esterno una vista con i soli immobili in vendita, senza i recapiti dei proprietari, o un modulo per inserire nuove richieste senza accedere all’archivio. Per un’agenzia che tratta numeri di telefono, situazioni familiari, ragioni della vendita e capacità di spesa degli acquirenti, questa granularità è un vantaggio reale.
Sul fronte sicurezza di base, Google dichiara che tutti i file in Drive e Fogli sono cifrati in transito e a riposo con crittografia AES a 256 bit. La cifratura protegge i dati da occhi esterni, non dall’agente che ha lasciato l’agenzia e ha ancora il link condiviso. Il rischio pratico più frequente è questo, e si risolve con ruoli chiari, non con uno strumento diverso. Abbiamo raccolto i ruoli tipici e chi deve vedere cosa nella nostra guida ai permessi utenti in un CRM immobiliare. Se avete dubbi su come conservare i dati dei clienti ai sensi del GDPR, sentite il vostro consulente privacy o il DPO prima di spostare l’archivio.

Un archivio immobili costruito nei due strumenti
Prendiamo un caso concreto: un’agenzia con 150 immobili attivi tra vendita e affitto, circa 900 contatti e 4 agenti.
In Google Sheets
Di solito si finisce con tre o quattro fogli nello stesso file:
- Immobili: indirizzo, zona, metri quadri, prezzo, classe energetica, agente, stato.
- Contatti: nome, telefono, email, ruolo (proprietario, acquirente, inquilino).
- Richieste: zona cercata, budget, numero di locali.
- Visite: data, immobile, acquirente, esito.
I collegamenti si fanno a mano, scrivendo il codice dell’immobile nel foglio Visite, oppure con CERCA.VERT. Funziona finché qualcuno non scrive “Via Appia 12” in un foglio e “V. Appia 12” nell’altro. Per trovare gli acquirenti compatibili con un nuovo trilocale a Monteverde bisogna filtrare a mano il foglio Richieste. È fattibile, ma dipende dalla disciplina di tutti.
In Airtable
Le stesse quattro tabelle sono collegate. Aprendo un immobile vedete subito il proprietario, le visite fatte e gli acquirenti che l’hanno visitato. Potete creare una vista kanban delle trattative per fase, un calendario delle visite e una galleria con le foto. Con qualche formula e un campo di collegamento si può costruire un abbinamento semplice tra richieste e immobili per zona e budget.
Lo stesso ragionamento, contatti collegati agli immobili e fasi chiare per ogni pratica, vale anche in altri settori: lo mostra bene questa guida all’automazione della pipeline per i mediatori creditizi, dove ogni pratica attraversa fasi definite con documenti e scadenze. Chi si occupa di gestione e locazione trova un parallelo utile in questa guida alle app per proprietari nella gestione degli immobili in affitto, dove immobile, inquilino e manutenzioni vivono collegati.
Il prezzo da pagare è il tempo di progettazione. Bisogna decidere i campi, i collegamenti, le viste, e qualcuno in agenzia deve diventare il riferimento per la base. Se volete impostare le fasi prima ancora di scegliere lo strumento, partite dalla nostra guida su come organizzare lead e trattative in fasi chiare.
Esportare e migrare: cosa si porta via e cosa no
Una domanda frequente è se si possa passare da Airtable a Google Sheets o viceversa. Si può, ma solo per i dati grezzi: si esporta una tabella in CSV e la si importa nell’altro strumento. Non esiste una conversione diretta che conservi viste, automazioni o script. I collegamenti tra tabelle diventano semplice testo.
Qui sta il vero rischio di dipendenza. Come osserva questo confronto tra low-code e sviluppo su misura, Airtable offre un’uscita di livello medio, tramite esportazione CSV. I dati escono; il lavoro fatto sopra i dati no. Se l’agenzia costruisce dentro Airtable interfacce, automazioni e dashboard per tutto il processo commerciale, cambiare sistema significa ricostruire tutto da capo.
Anche la sincronizzazione tra i due strumenti non è automatica in entrambe le direzioni. Si possono importare righe da Sheets, ma per tenere allineate le modifiche successive servono servizi di integrazione esterni, con un costo e un punto di rottura in più.
Prima di qualsiasi migrazione conviene ripulire l’archivio: duplicati, contatti senza consenso, immobili venduti da anni ancora “attivi”. Il metodo che proponiamo è nella guida per ripulire in 5 giorni il CRM della vostra agenzia.
E se l’agenzia lavora già con Microsoft 365?
Chi usa Excel e Teams spesso si chiede se esista un equivalente di Airtable in casa Microsoft. La risposta più vicina è il database relazionale integrato nella piattaforma Power Apps: secondo la documentazione Microsoft sul confronto tra le origini dati, offre gestione relazionale, sicurezza avanzata e permessi dettagliati. È una strada adatta a reti di agenzie strutturate con un reparto IT, meno a un’agenzia di quartiere: le licenze costano di più e la curva di apprendimento è più ripida di quella di Airtable.
Come scegliere: i criteri che contano
Rispondete a queste domande, nell’ordine.
- Quante persone modificano i dati? Uno o due: Sheets. Da tre in su, con ruoli diversi: il modello relazionale comincia a ripagarsi.
- Le informazioni sono collegate tra loro? Se vi serve sapere quali acquirenti hanno visto quali immobili e con quale esito, vi serve un database.
- Vi servono soprattutto calcoli? Provvigioni, simulazioni di rata, rendimenti da affitto: qui Sheets è imbattibile e resterà utile anche se adottate altro.
- Chi deve vedere i dati dei clienti? Se collaboratori esterni o segnalatori devono accedere solo a una parte, i permessi granulari diventano necessari.
- Quanto vi costa nel tempo? Moltiplicate i posti per dodici mesi e aggiungete le ore di chi costruisce e mantiene la struttura.
- Dove nasce il dato? Se gran parte delle informazioni nasce durante il sopralluogo, chiedetevi come arriverà nel sistema. È qui che entrambi gli strumenti mostrano il loro limite.
In sintesi: Sheets per chi parte, per chi lavora da solo e per tutto ciò che è calcolo. Airtable per chi ha già un processo commerciale definito e qualcuno disposto a progettarlo. Uno strumento verticale per chi vuole quel processo già pronto, pensato per gli agenti.
Il nostro punto di vista
Parliamo ogni settimana con agenti e agenzie, e il copione è quasi sempre lo stesso. Si parte con un foglio Google, poi il foglio diventa tre fogli, poi qualcuno costruisce una base Airtable bellissima che conosce solo lui. Nel frattempo il problema vero resta lì: le informazioni dell’immobile nascono durante il sopralluogo, con il telefono in mano, e nessun foglio e nessuna tabella le raccoglie in quel momento.
L’agente gira le stanze, scatta le foto, prende appunti a memoria. Poi torna in ufficio e ricopia tutto in una griglia, e solo dopo comincia a scrivere l’annuncio, la descrizione per ogni portale, il messaggio per i clienti in attesa. Sheets o Airtable cambiano il modo in cui archiviate quel lavoro, non il tempo che ci mettete a farlo.
Per questo abbiamo costruito Wolk partendo dal sopralluogo. Descrivete ogni ambiente a voce mentre scattate le foto, senza compilare moduli; in circa 15 secondi avete un annuncio pronto per la pubblicazione, lo script per un video social e un SMS per i clienti, con varianti di testo per ogni portale. La trascrizione avviene interamente sul dispositivo: nessun dato vocale viene caricato. Se vi interessa come strutturare la descrizione a voce, trovate uno schema in sei punti nella guida alle note vocali per l’annuncio immobiliare.
Accanto all’annuncio c’è il CRM: abbinamento automatico tra richieste e immobili, pipeline delle trattative personalizzabile, gestione dei contatti e della privacy, sincronizzazione con i portali. È ciò che molte agenzie cercano di costruire a mano in Airtable, già pensato per il lavoro dell’agente. Abbiamo messo a confronto le opzioni nella guida alle alternative ad Airtable per agenti immobiliari.
Non vi diciamo di buttare Google Sheets: per le provvigioni e le simulazioni continuerete a usarlo, e fate bene. Vi diciamo di non chiedere a un foglio di calcolo di fare il lavoro di un CRM immobiliare.
— Marco
Provare Wolk in agenzia
Potete iniziare con il piano gratuito, limitato a 3 tour, e vedere sul vostro prossimo sopralluogo quanto tempo vi resta. Il piano Pro per il singolo agente costa 14,99 USD al mese per utente, oppure 143,99 USD all’anno per utente. Per le agenzie con più agenti ci sono il piano Growth, con più posti e workspace condiviso, e la soluzione Brokerage con il CRM per agenzie con pipeline e abbinamento automatico. Per scaricare l’app e partire, andate su Wolk: cammina, parla, ottieni il tuo kit annuncio.
Domande frequenti
Posso esportare una base Airtable in Google Sheets?
Sì, ma solo i dati: si scarica ogni tabella in formato CSV e la si importa in Sheets. Viste, automazioni, interfacce e collegamenti tra tabelle non vengono trasferiti; i record collegati diventano testo. Conviene esportare tabella per tabella e ricostruire i riferimenti con un codice univoco per ogni immobile.
Google Sheets può fare da CRM per un’agenzia immobiliare?
Per un agente singolo o un’agenzia molto piccola, sì, come punto di partenza. Con più agenti e centinaia di contatti diventano un problema i duplicati, la mancanza di permessi per ruolo e l’assenza di abbinamenti automatici tra richieste e immobili. A quel punto serve un database o un CRM verticale: trovate i passaggi nella guida su come implementare un CRM verticale per agenzie immobiliari.
Cosa fa meglio Excel rispetto a Google Sheets?
Excel resta più potente sui file molto pesanti, sulle macro avanzate e su alcune funzioni di analisi dei dati, e funziona bene anche offline. Google Sheets vince sulla collaborazione in tempo reale e sulla condivisione via link. Per un’agenzia la scelta dipende soprattutto dall’ecosistema che usa già per posta e documenti.
Airtable è adatto a gestire i portali immobiliari?
Airtable non nasce per pubblicare annunci sui portali: si può collegare ad altri servizi tramite integrazioni, ma va configurato tutto a mano. Uno strumento pensato per il settore gestisce direttamente le varianti di testo per i portali e la sincronizzazione. Ne parliamo nella guida su come integrare il CRM con i portali immobiliari.
Fonti
- Zapier: Airtable vs. Google Sheets
- Google Workspace Updates: limite di celle raddoppiato in Google Sheets
- TinyCommand: prezzi e limiti dei piani Airtable 2026
- Soluzionecomputer.it: piani e prezzi Google Workspace 2026
- Google Workspace Learning Center: condividere un foglio di lavoro
- Guida Google: file cifrati in Drive, Documenti e Fogli
- Reepa Solutions: low-code o sviluppo su misura nel 2026
- Microsoft Learn: confronto tra le origini dati in Power Apps