agosto 2026
Classe energetica in annuncio: obbligo, sanzioni e novità 2026

Sì: negli annunci di vendita e locazione va indicata la classe energetica e gli indici contenuti nell’APE, su qualsiasi canale usato per promuovere l’immobile. Omettere il dato comporta sanzioni amministrative, con importi che variano da regione a regione. Nel 2026 la scala di classificazione è stata unificata da A a G con criteri più severi, quindi molti APE andranno verificati o aggiornati prima di ripubblicare un annuncio.
In breve:
- È obbligatorio indicare nell’annuncio immobiliare la classe energetica e gli indici dell’APE, aggiornati secondo i nuovi criteri più severi del 2026.
- La normativa richiede di riportare la classe energetica, l’indice EPgl,nren e gli indici dell’involucro, oltre al numero identificativo dell’APE, se disponibile.
- La mancata indicazione comporta sanzioni amministrative che in alcune regioni, come la Lombardia, possono arrivare fino a 5.000 euro per annuncio.
- Con la riforma 2026, l’APE deve essere periodicamente verificata e aggiornata, poiché le classi da A a G sono state unificate con criteri più rigorosi.
- Integrare il controllo dell’APE nel sopralluogo, ad esempio usando app dedicate come Wolk, riduce errori e semplifica l’adeguamento alle norme.
Indice
- Cosa va scritto esattamente nell’annuncio
- Normativa e fonti: dove cercare l’obbligo
- Sanzioni: importi, responsabili e accertamenti
- Eccezioni e casi particolari
- Come pubblicare un annuncio conforme: la checklist
- Cosa cambia con la riforma APE 2026
- Come restare aggiornati senza perdere tempo negli adempimenti
- Un’app che raccoglie i dati dell’APE mentre fai il sopralluogo
- Fonti
- Domande frequenti
Cosa va scritto esattamente nell’annuncio
L’informazione da riportare non è solo la lettera della classe energetica: la normativa richiede un pacchetto di dati precisi, presi direttamente dall’attestato di prestazione energetica.
- Classe energetica: la lettera indicata nell’APE (dal 2026 sulla scala unificata A–G, con criteri più rigorosi rispetto al passato).
- EPgl,nren: l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, espresso in kWh/m² all’anno.
- Indici dell’involucro e indice globale: richiesti nel format previsto dall’Appendice C del DM 26 giugno 2015 per gli annunci a carattere commerciale.
- ID APE: il numero identificativo dell’attestato, da citare quando disponibile tramite i sistemi regionali di deposito come il SIERT toscano.
Per un annuncio su portale immobiliare basta scrivere, ad esempio, «Classe energetica D, EPgl,nren 145 kWh/m²a» come mostrato negli esempi di pagina di specializzazione immobiliare. Per la vetrina di agenzia o la stampa, dove il DM 26/06/2015 richiede un formato grafico specifico, occorre riprodurre lo schema con gli indici dell’involucro e quello globale affiancati alla lettera di classe.
Normativa e fonti: dove cercare l’obbligo
L’obbligo nasce dall’articolo 6, comma 8 del D.Lgs. 192/2005, la norma che ha introdotto la certificazione energetica degli edifici in Italia. Il testo è in vigore dal 1° gennaio 2012 e si applica a ogni mezzo di comunicazione commerciale usato per vendere o affittare, non solo ai portali online.
Le regole operative si trovano in più livelli di documenti:
- Il DM 26 giugno 2015 e le linee guida nazionali sull’APE, che fissano il format degli annunci commerciali nell’Appendice C.
- I regolamenti regionali, come il Regolamento 17/R 2023 della Regione Toscana, che specifica anche quando riportare l’ID APE trasmesso via SIERT
- Il portale PNPE2 di ENEA, utile per consultare i riferimenti tecnici nazionali sugli APE.
Le regioni possono aggiungere dettagli operativi, ma il nucleo dell’obbligo, indicare classe e indici, resta identico su tutto il territorio nazionale.
Sanzioni: importi, responsabili e accertamenti
Un annuncio senza classe energetica non è un dettaglio dimenticabile: è sanzionabile. L’articolo 15, comma 10 del D.Lgs. 192/2005 prevede sanzioni amministrative per chi pubblica annunci di vendita o locazione privi delle indicazioni sull’efficienza energetica, come riportano le circolari diffuse da FIMAA.
Gli importi variano da regione a regione. In Lombardia, ad esempio, la sanzione per un annuncio privo di classe e indici può andare da 1.000 a 5.000 euro per annuncio, con accertamento affidato al Comune competente.
- Il responsabile della violazione è tipicamente chi cura la pubblicazione dell’annuncio: proprietario, agenzia o intermediario, secondo chi ha materialmente diffuso l’informazione incompleta.
- L’accertamento avviene di norma su segnalazione o controllo del Comune, che verifica il testo pubblicato rispetto ai dati dell’APE.
- Dopo una contestazione, chi riceve la sanzione ha un termine per presentare controprove o chiedere l’oblazione, dove prevista dal regolamento locale.
Conservare una copia dell’APE valido al momento della pubblicazione resta la difesa più semplice in caso di verifica.
Eccezioni e casi particolari
Non tutti gli annunci seguono la regola generale nello stesso modo. Alcuni casi richiedono un trattamento diverso:
- Locazioni brevi e stagionali: la prassi regionale esclude spesso dall’obbligo i contratti sotto una certa durata (tipicamente meno di 30 giorni o un uso limitato nell’anno).
- Immobili nuovi o in ristrutturazione: quando l’APE definitivo non è ancora disponibile, va indicato il fabbisogno energetico di progetto con la dicitura specifica «valore di progetto», secondo le linee guida ANIT.
- Unità senza impianto termico: in alcuni casi specifici l’obbligo di indicazione della classe non si applica, ma vale la pena verificare la situazione con il certificatore prima di pubblicare.
Nei casi borderline, chiedere conferma al proprio certificatore energetico evita contestazioni evitabili.
Come pubblicare un annuncio conforme: la checklist
Prima di pubblicare, seguire un ordine preciso riduce il rischio di errori e sanzioni:
- Verificare l’APE: controllare data di emissione, scadenza, numero identificativo e deposito regionale (SIERT, CENED o equivalente).
- Trascrivere i dati esatti: riportare classe energetica e indici così come scritti nell’attestato, senza arrotondamenti o semplificazioni.
- Scrivere il testo con il format corretto: per annunci commerciali, usare lo schema grafico previsto dall’Appendice C dove richiesto dal canale.
- Conservare le prove: screenshot dell’annuncio pubblicato, data, e copia dell’APE allegata al fascicolo della pratica.
- Integrare il controllo nel sopralluogo: verificare l’APE mentre si raccoglie il resto della documentazione dell’immobile, non a pubblicazione già avvenuta.
Un consiglio: inserisci il controllo dell’APE come primo passo del sopralluogo, insieme a foto e planimetrie: risparmi il tempo di dover tornare sui documenti dopo aver già scritto il testo dell’annuncio.
Chi gestisce più immobili in parallelo trova utile una guida rapida per la pubblicazione su MLS, che aiuta a strutturare il processo di verifica e archiviazione delle prove.

Cosa cambia con la riforma APE 2026

La riforma 2026 ha unificato la scala di classificazione da A a G su tutto il territorio nazionale, con criteri di calcolo più rigorosi rispetto agli anni precedenti. Il Comitato Termotecnico Italiano segnala che questa standardizzazione facilita l’interpretazione per acquirenti e investitori internazionali, ma comporta un effetto collaterale: la classe di un immobile può cambiare anche senza alcun intervento fisico sull’edificio, solo per effetto dei nuovi parametri di riferimento. Per chi pubblica annunci, questo significa pianificare verifiche periodiche dell’APE e aggiornare i testi pubblicati ogni volta che l’attestato viene rinnovato.
Come restare aggiornati senza perdere tempo negli adempimenti
La parte più fragile del processo non è capire la norma, è ricordarsi di applicarla ogni volta, su ogni annuncio, su ogni portale. Molti errori nascono da distrazione, non da ignoranza della regola: si copia un vecchio testo, si dimentica di aggiornare la classe dopo un nuovo APE, si pubblica su un portale e si scorda di farlo su un altro con lo stesso dato.
Integrare il controllo dell’APE nel report di sopralluogo riduce questo rischio: se la verifica avviene mentre si raccolgono foto e appunti, non resta un passaggio da fare “dopo”. Un flusso di lavoro che unisce sopralluogo, raccolta dati e stesura del testo in un unico momento elimina quasi del tutto le omissioni per distrazione.
— Marco
Un’app che raccoglie i dati dell’APE mentre fai il sopralluogo
Wolk trasforma il sopralluogo in un annuncio pronto in circa 15 secondi: mentre cammini per l’immobile e scatti foto, descrivi a voce ogni ambiente e i dati chiave, inclusi quelli dell’attestato energetico.

La trascrizione avviene interamente sul dispositivo, quindi nessun dato vocale viene caricato altrove: un vantaggio concreto per chi gestisce informazioni sensibili come i dati di un APE o i contatti di un proprietario. Il risultato è un kit pronto per MLS, uno script per i social e un messaggio per il cliente, con classe energetica e indici riportati in modo corretto perché derivano direttamente da quanto hai detto durante il tour, non da un testo copiato da un annuncio precedente. Chi lavora con più immobili al mese riduce così il tempo speso a controllare e correggere i testi manualmente. Puoi provare Wolk gratuitamente per i primi tre sopralluoghi e verificare la pagina prodotto per scoprire come funziona nel dettaglio, oppure guardare la soluzione CRM se gestisci anche il matching tra richieste e immobili.
Fonti
Per approfondire, consulta le linee guida ANIT sugli annunci e il portale PNPE2 di ENEA per la consultazione tecnica degli APE.
- Prestazione energetica negli annunci immobiliari - Regione Toscana
- Format di indicatore per gli annunci commerciali - Regione Veneto
- GLI ANNUNCI DI VENDITA E LOCAZIONE DI IMMOBILI SENZA INDICAZIONI SULL’EFFICIENZA ENERGETICA - FIMAA
- Prestazione energetica ed annunci commerciali - Confcommercio Milano
Domande frequenti
È obbligatorio indicare la classe energetica negli annunci immobiliari?
Sì, per ogni annuncio di vendita o locazione, su qualsiasi canale, come stabilito dall’articolo 6 comma 8 del D.Lgs. 192/2005.
Quali sono le nuove classi energetiche del 2026?
La riforma 2026 ha introdotto una scala unificata da A a G con criteri di calcolo più rigorosi rispetto al sistema precedente.
Cosa succede se non aggiorno l’APE dopo la riforma?
L’APE resta valido fino alla sua naturale scadenza, ma la classe attribuita potrebbe non riflettere più i nuovi parametri: aggiornarlo evita di pubblicare annunci con dati disallineati.
Quali sono le classi energetiche in Italia?
Vanno dalla A4, la più efficiente, alla G, la meno efficiente, con la scala che dal 2026 viene unificata su tutto il territorio nazionale seguendo criteri più rigorosi.
Cosa rischio se pubblico un annuncio senza classe energetica?
Una sanzione amministrativa che varia per regione: in Lombardia, ad esempio, va da 1.000 a 5.000 euro per annuncio.